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Nella notte tra Martedì 10 e Mercoledì 11 Aprile si incendia misteriosamente il centro ‘culturale’ di estrema destra “Cuore Nero”, che prevedeva l’apertura dei battenti per Sabato 14 Aprile.
Per quel giorno i locali non potranno certo aprire, la galassia neofascista milanese però ha convocato un’ adunata nazionale contro ‘il terrorismo comunista’.
Dietro a “Cuore Nero” si ritrovano i gruppi della destra più intollerante e violenta, quelli tra in cui si trovano gli esecutori materiali e i mandanti politici delle aggressioni che hanno travolto Milano e la provincia negli ultimi anni (ricordiamo gli incendi dei centri sociali e le aggressioni con le lame nell’Agosto 2004).
Sabato 14 Aprile saremo in Cascina Autogestita Torchiera, luogo presente nel quartiere da 15 anni e che assolutamente non deve perdere la sua agibilità politica per la presenza di neofascisti nella zona. Sosteniamo e rilanciamo i valori dell’autogestione, degli spazi sociali e della resistenza antifascista.
SABATO 14 APRILE, dalle ORE 12, P.zzale CIMITERO MAGGIORE 18
Siamo student* dell'auletta occupata dell'Università Statale di Milano. Siamo student* che hanno deciso di condividere l’idea del progetto che ha aperto quest’aula: l’“Infoshop”, luogo virtuale e ora anche fisico, che riserva spazio a tutte le autoproduzioni frutto della cultura giovanile, in termini di musica, arte, libri, politica...
L'idea di organizzare questa jam ci è venuta dopo aver visto la presentazione del libro "BIGGER THAN HIP HOP" al centro sociale Pacì Paciana di Bergamo seguita da uno splendido live acustico degli "Assalti frontali".
Il libro ricorda che il rap ha origini sociali profonde e che non ha nulla a che vedere con tutto quello che viene mandato in loop sui canali televisivi di massa dalle grandi major musicali, le quali vedono in questa cultura più un mezzo per fabbricare soldi che altro.
Siamo convinti che “hip hop” voglia dire tutta un’altra cosa, che sia una questione di attitudine, una voglia di non essere solo semplici spettatori o comparse in un mondo di cloni ma anche una necessità di diventare partecipanti e narratori della realtà. Proprio perchè non vogliamo stare a guardare lo stupro della cultura hip hop e vogliamo ritornare alle origini del fenomeno per non dimenticarci mai che è dalla strada che nasce e nella strada che deve rimanere abbiamo deciso di creare questo momento. Una jam, la prima jam che organizziamo nella nostra vita, con tutte le difficoltà del caso, economiche, logistiche e quant'altro.
Una jam per dimostrare cosa significa “rap” per noi. Un momento di incontro in cui ognuno avrà la possibilità di esprimersi con la sua disciplina.
La organizzeremo davanti all'Università, luogo d'eccezione della cultura accademica. La abbiamo pensata in questo luogo perchè convinti che la cultura di strada non sia inferiore alla cultura universitaria e perchè ci piacerebbe incrociare quanta più gente possibile. In quanto patrimonio artistico cittadino non verranno dipinti i muri dell’Ateneo, ma abbiamo pensato di mettere a disposizione dei pannelli con cui poi allestiremo una mostra permanente in giro per l'università.
Invitiamo con cuore a partecipare a questo momento tutt* coloro che ci tengono a lavare il rap dalle mille schifezze e dai giri di soldi che ci vengono costruiti intorno.
Una cinquantina di bombolette le mettiamo noi. Il resto è solo il vostro cuore per questa forma di vita.
Durante l’intera giornata ci sarà un baretto con cocktail, birre e bibite per rinfrescarsi.